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Anche gli imbecilli come me, cambiano opinione


Quando si è iniziato a parlare del Partito Democratico io ero scettica sulla necessità di creare un nuovo partito che tagliasse i ponti con il passato e la vecchia maniera di fare politica.
Credevo di essere nella ragione a pensare che non era più tempo di dialogare con chi si asteneva dal dialogo. Appoggiavo coloro che avevano adottato la linea “dura”, pensavo che fosse la tattica vincente, l’unico modo per fare valere i propri diritti e i propri ideali. Ammetto che mi sbagliavo.
E’ sbagliato spacciare le proprie idee come verità assoluta, è bene crederci, ma se si desidera che gli altri siano disposti ad ascoltarle bisogna adottare una strategia diversa. Non so se ho aperto gli occhi o se invece mi sono fatta irretire, ma adesso, le persone che prima pensavo fossero coraggiose, mi appaiono semplicemente cocciute, radicate nelle loro posizioni solo per orgoglio, incapaci di spostarsi di un millimetro per paura di ammettere che in fondo esiste la possibilità che possano sbagliarsi.
Spero vivamente che le cose possano cambiare in meglio anche se temo sia troppo presto per un partito nato da poco portare avanti il proprio programma considerando il fatto che non ha avuto nemmeno il tempo di organizzarsi bene. Credo faccia bene ad andare avanti da solo, perché si partirebbe veramente con il piede sbagliato a cercare alleanza con gruppi e partiti che ancora prima di dialogare mettono le mani avanti specificando che le basi per instaurare un dialogo non ci sono.
E’ arrivato il momento di smettere di demonizzare gli avversari e di portare avanti il proprio programma. Non bisogna parlare di quello che il programma degli avversari non fa, ma di quello che fa il proprio. Finiamola di additare l’avversario sottolineandone gli sbagli commessi. Basta con questa politica alla Peppone e don Camillo.
Se si commette nuovamente lo sbaglio di impostare la campagna elettorale sulla demonizzazione dell’avversario credo sia finita ancora prima di iniziare. Ecco perché penso sia necessario che questo nuovo partito vada avanti da solo. Come si può essere credibili se ci si circonda di gente che dice peste e corna di questo e di quello, che rimane arroccata sulle proprie posizioni e che per ottenere osa pure ricattare.
Penso ci siano dei capisaldi, oltre alla legge elettorale dei quali, sia un governo di destra che un governo di sinistra, dovrebbero tenere conto. Sarebbero quei capisaldi che tengono in piedi un paese, che non lo mandino a gambe all’aria nel caso accadesse quello che invece è accaduto.
Il bene dei cittadini (ed elettori, aggiungo) andrebbe garantito qualunque sia l’orientamento politico del governo in carica. Se si inizia a perdere tempo perché si pretende che siano sempre e solo gli altri a scendere a patti e a far valere le proprie ragioni con la forza della prepotenza non se ne verrà mai a capo.
Esiste gente oramai rassegnata al binomio politico-ladro, altra gente crede che mai accadrà che la politica non metta le mani in ambiti che non le competono. Esiste però gente che spera sia possibile chiudere con questa epoca e aprirne una nuova. Spero di non illudermi, in fondo la politica è fatta dagli uomini e del genere umano continuo a non fidarmi. Però non voglio alzare anche io le spalle dicendo che è che così che va e che così è sempre andata. Questa è faciloneria, è qualunquismo e pure codardia.
Abolirei dai discorsi pure la parola democrazia, perché è stata divorata, dilaniata, fatta a pezzi già da qualche anno, da persone che sono stati i maestri di questi nuovi personaggi che popolano il mondo politico di oggi. Il problema è che questi allievi hanno avuto meno stile, meno sagacia, meno capacità e hanno preferito ingozzarsi senza curarsi minimamente se le pietanze gli insozzavano le mani, i vestiti e la faccia.
Una cosa, però, bisogna riconoscergliela a questa brava gente. Hanno saputo circondarsi di servi adoranti e e spesso opportunisti, pronti a scattare sull’attenti ad ogni loro richiamo in cambio di briciole e a scapito della loro integrità morale.
E tutto ciò qualcuno me la vuole far passare come normalità. Non credo la considererò mai in questo modo e mi conforta sapere che esiste ancora qualcuno che la pensi come me.
Vedremo come andrà a finire, ma di sicuro non staro zitta e buona quando qualcuno mi vorrà convincere che è così che va il mondo.

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