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Visualizzazione dei post da Novembre, 2013

Cecì n'est pas une rose

Et voilà. La prima bozza-studio di una rosa. Come anticipato ieri: rigida come se avesse ingoiato chili di amido. Però, stavolta non strappo il foglio. Mi serve per verificare i progressi quando e se ci saranno. Per ora il confronto non può reggere, perché proprio non si può fare. Purtroppo, anche nel disegno sono uno spirito libero. Disegno come scrivo: di pancia. Così disegno alla viva il parroco, ignorando la tecnica. E siccome non sono un grande artista, i risultati sono quelli che sono. Né più, né meno come la storia della mia vita. Avevo deciso che quest'anno non avrei festeggiato il Natale. Che non avrei addobbato casa. Solo l'albero e qualche candela. Però ieri sera, di ritorno dalla spesa, intirizzita dal freddo, mentre una lieve pioggerellina mi bagnava da capo a piedi, sono stata posseduta dallo spirito del Natale Futuro. Mi è venuta voglia di carole natalizie, di vin brulè, tè caldi e biscotti speziati. Mi è venuta voglia di accendere il camino, di ripararmi sotto ad …

Ripartire dalla base

Finita dentro un cappuccino. Stupidate da pausa pranzo davanti ad una web cam e un’applicazione free per fotografie. Si sta bene dentro un cappuccino, soprattutto adesso che è arrivato il freddo. Mi sa che ci resto per un po’. Sono pure impegnata a seguire le lezioni su “Come disegnare un fiore”. Mi è venuta l’ossessione di dipingere i fiori. In modo particolare mi sono innamorata delle ortensie. Pasticcio in continuazione masse informi di piccoli fiori su ogni spazio libero dell’agenda, sui fogli A4 delle fotocopie e la perfezione è ancora molto lontana. Le mie ortensie, le mie rose, i miei gigli non sono ortensie, fiori o gigli. Sono un insieme rigido di tratti. Nessuna curva armoniosa, nessuna proporzione. Le mie ortensie, le mie rose, i miei gigli fanno assolutamente pena. Quando sfoglio le illustrazioni di fiori di artisti famosi avrei voglia di ingoiare le mie matite belle appuntite. Le ortensie mi ricordano i giardini della Cornovaglia. Piccoli globi viola, blu, rosa. Visti da l…

Black Hole Sun Wont You Come?

I miei primi quarant'anni erano un libro e poi un film. Poi i quarant'anni sono diventati i miei. Né film, né libro. Semmai un’immane tragedia. Pensavo non avrei retto alla cosa. Credevo avrei iniziato a mentire sull’età. Poi ho realizzato che mi sento tale e quale a quando avevo vent’anni. Che la mia faccia non è diversa da quando ne avevo trenta. Che il problema, semmai, non era aver compiuto quarant'anni, ma aver dormito per i passati trentanove.
La mattina del 16 Luglio 2013 mi sono alzata con un broncio che partiva dalla mia faccia e arrivava al piano terra. Sono uscita di casa con una carica di rabbia che sembravo Rambo. Poi, davanti ad un cappuccino e degli auguri inaspettati ho sentito che non dovevo piangermi addosso, ma cercare di realizzare le cose incompiute che avevo da fare.Mi sono ripromessa che non mi sarei fatta assalire dalla fretta. Perché ho vissuto in fretta gli anni trascorsi nella speranza che i prossimi sarebbero stati migliori. Così, paga di questa…