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Visualizzazione dei post da Dicembre, 2012

2013

Che io sia sempre fuori dagli schemi é un dato di fatto. Così, tanto per non smentirmi ho deciso di passare una viglia di Capodanno facendo il turno 13:00 pm/ 12 am in ospedale. Uno spasso. Ci sono due che si lamentano come animali al macello e i loro lamenti si intervallano così che non c'é mai un minuto di pace. La caposala che ho beccato io é peggio di Hitler, se sbagli una mossa sei morto. Chi assiste gli altri malati sembra essere scomparso. Inghiottito dal corridoio o dalla noia che qui vince su tutto. Mia mamma dorme e sta pure russando. Ogni tanto si sveglia, vaneggia, confonde realtà e immaginazione, ciò che é con  quel che vorrebbe che fosse, si deterge forsennatamente il viso, strappa tutto quello che é strappabile, mi sbaciucchia le mani e ritorna a dormire.  Infermieri e medico di guardia sono in stanza a mangiare e festeggiare, cercano di darsi un contegno, ma li sento sghignazzare e progettare vacanze e fine settimana. Sono le dieci e trenta. Mancano almeno altre tred…

Auguri

Domani non so se potrò postare i miei auguri di Buon Anno Nuovo. Lo faccio adesso e con tutto il cuore a chi anche se lontano é riuscito a starmi vicino. A chi ha saputo dirmi guardandomi bene negli occhi cose belle e cose brutte, complimenti e rimproveri. A chi é bastato uno sguardo per capire. A chi é riuscito a sopportare i miei momenti  logorroici, pochi, ma lunghi. Sarei ipocrita se volessi fare gli auguri di un Buon Anno Nuovo a chi proprio non lo merita, a chi mi ha fatta arrabbiare, a chi mi ha delusa o ferita. L'unico augurio che posso fare lo faccio a me stessa ed é quello di non condividere mai più con loro parte della mia vita, anche se una piccolissima parte. Ho preso degli impegni verso qualcuno e verso me stessa. Sarò troppo concentrata a mantenerli per poter sprecare il mio tempo. Che é poco ed é prezioso.  Domani non ci saranno spumante da stappare e botti e grida di allegria per accogliere il nuovo anno che inizia. Domani sarà una vigilia diversa, troppo diversa d…

Vaneggiamenti di un non più Venerdì, ma quasi Sabato.

Coccolavo il Natale già da Agosto. Ero sotto l'ombrellone ad arraffare ogni singolo millimetro di ombra e pensavo al Natale. Al caminetto acceso, alle carole natalizie in sottofondo, alle lucine dell'albero e all'impasto dei biscotti alla cannella. Coccolavo l'idea del Natale. Il primo Natale che desideravo trascorrere in famiglia. Perché lo sanno tutti quanti ormai. Io dalla famiglia ho sempre desiderato fuggire. Per la prima volta, dopo non so quanti anni, l'idea di condividere il mio tempo fra mamma, papà, sorella e nipoti non mi dispiaceva così tanto. Sarà che la famiglia, anche quando non é come la vorresti, resta comunque un porto, un approdo. Sono ancora le undici e l'alba é ancora lontana. Strano anche questo. A me piace la notte, mi piacciono il suo silenzio, le ombre che accarezzano le strade, i versi degli animali e il ticchettio della pendola giù in cucina. In questi ultimi giorni ho solo voglia di vedere spuntare il giorno tanto per non vedere quei…

Colpi bassi

Ha proprio ragione il mio amico psichiatra. La profezia autoverificantesi esiste e funziona. Lo so adesso che mi trovo seduta su una scomoda sedia di ospedale a monitorare il respiro di una mamma che non accudisce più, ma va accudita. Mi sento presa a forza e costretta a rimanerci sulla sedia. Perché io avrei la tentazione di fuggire. Io sono fatta così. Non mi piace soffrire platealmente, preferisco rintanarmi da qualche parte, qualunque parte. L'importante é stare lontana da chi sta soffrendo come me. Però non posso fare la vigliacca. Non ho l'età e non é corretto. Perché se le cose fossero invertite non penso che lei fuggirebbe via. Lo ha dimostrato tante volte. Lo ha dimostrato anche adesso che per non farmi preoccupare non ha voluto che mi chiamassero. Perché io stavo male. Non sarebbe stato giusto. E adesso é giusto che sia io a fingermi forte e volenterosa. Anche se guardo costantemente l'uscita e vorrei scappare fuori. Sono le sette di sera. Non andrò via prima del…

Capita?

Capita. Capita che la morte ti passi di striscio. Che colpisca qualcuno che conosci, ma non é tuo amico. Qualcuno che non é uno sconosciuto qualsiasi, ma qualcuno che hai visto poco tempo prima correre, passeggiare, impegnato nella solita routine quotidiana. Capita che la sua età sia proprio uguale alla tua e che questo ti porti a pensare. A pensare che la vita deve avere un percorso ed un compimento. Non si può interrompere un percorso così. All'improvviso. E' senza senso. Capita, ascoltando l'omelia del sacerdote, al funerale di questa persona che non ti era amica, ma per motivi che non sto a raccontare sei andato, che le sue parole non confortino, siano tante, vomitate una appresso all'altra, ma siano vuote e prive di senso, prive di perché. Capita che la prospettiva della propria morte faccia un po' meno paura e che quella dei propri cari ti terrorizzi e non sapere nemmeno il perché. Capita che l'idea delle proprie ceneri disperse in mare renda meno cupa…

Buon Natale, amica mia.

Dreaming of ...

Ci siano quasi. Quanto manca? Giusto una settimana. Sono quasi pronta. Pronta a buttare tutto quanto fatto. Per fortuna il camino non é stato ancora accesa. Lui ha fagocitato tutto quanto. Ha cancellato ogni traccia di qualsiasi mio osceno manufatto. L'unico giudice sono stata io. Poco importa. Ora vedremo se a conti fatti avrei preferito il totale oblio o la pubblica gogna! Intanto inizio a fare sogni strambi. I miei tipici sogni senza senso. E' normale sognare di avere mal di pancia e così su due piedi e con i jeans addosso sfornare una bambina con la faccia tonda come la luna e vestita di lana rosa? E' normale non capacitarsene e cercare di cederla ai passanti che non ne vogliono sapere ed io mi arrabbio perché proprio non ho tempo di farle il bagnetto? E' normare sognare altari magici? E' normale vedere la morte, avvolta nel suo manto nero, voltarsi e affiorare il suo viso? Una sovrapposizione del volto di uno scheletro e quello di una donna dai grandi occhi che …