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Visualizzazione dei post da Maggio, 2010

Elucubrazioni del Lunedì

Che i programmi di approfondimento siano, in larga parte, una perdita di tempo e nemmeno tanto innocua, lo sapevo da un po’, ma mai come ieri ne ho avuto la conferma.
Intanto non capisco come si faccia a commentare sulle idiozie televisive che vengono trasmesse in TV senza rischiare di dirle le fesserie. Se un programma è una ciofeca, non guardarlo, cambia canale e basta.
Mi viene il sospetto che fare la critica al programma scemo sia la giusta copertura per guardare il programma perché piace, ma ci si vergogna ad ammetterlo.
Alla fin, fine, tutti giurano di non aver votato il tizio che puntualmente viene eletto, tutti dicono di non vedere i reality show, ma dominano l’argomento ….
Mi chiedo pure che utilità abbiano tutti questi professori e studenti del linguaggio televisivo. E’ sicuramente un bel modo di guadagnare denaro occupandosi del niente.
Si siedono in cattedra e si parlano addosso. Ognuno di noi possiede capacità critiche, più o meno sviluppate. Quasi tutti si interrogano sul sen…

Questione di Gradi

… Qui sono tutti O QUASI dei giovani professionisti laureati … Il quasi sono io. E l’ho detto, a voce alta, sorridendo, sorniona, all’ospite d’onore che ha guardato un po’ male il genitore della frase.
A volte ritorna, l’annosa questione del titolo di studio. Io non ce l’ho. O meglio, non ho la laurea. E sinceramente adesso mi scoccia pure sottolineare che non ho potuto. Non aver potuto o non aver voluto non conta più tanto, visto che, nonostante il mio nome sia monco di titolo, riesco a fare meglio e più di chi il titolo ce l’ha. Non mi sento in difetto. Anzi, mi sento orgogliosa del fatto che non sono da meno. Punto.
Una volta per tutte, vorrei che si chiudesse questo noioso capitolo. Ho capito che qui dentro non cresco a causa della mia mancanza di titolo, ma me ne sono fatta una ragione. Certo, non dico che mi piaccia assistere alle lusinghe fatte a gente inetta solo perché si chiama dott. o dott.ssa X e poi non vale mezza lira bucata. Vabbé. Sinceramente mi basterebbe che mi si las…

Arghhhh

E anche l’ultimo è schiattato. I miei neuroni sono tutti morti, stecchiti, kaputt. Non hanno fatto in tempo a riprodursi. Il lavoro e l’impegno richiesti, pardon, pretesi, sono stati eccessivi, così il mio cervello, adesso, serve solo a comandare, anzi mendicare, che gli arti corrispondano ai suoi impulsi e proprio se vuole strafare, può comunicare alla mascella che deve muoversi a meno che non voglia che io inghiotta il cibo senza masticare.
E’ interessante notare che l’equa distribuzione dei compiti, in questo girone dantesco, sembra essere più difficile da effettuare che risolvere un’equazione di Einstein. Qualcuno rimane tutto il giorno in attesa che gli venga affidato un compito, qualche altro (io e un altro paio di fortunati) sembriamo formiche ubriache. Boh. E che me ne viene? Se contiamo che più della metà dello stipendio serve a pagare il mutuo e il resto va speso per la sopravvivenza, mi chiedo quando e come riuscirò a mettere da parte qualcosa. Magari quei soldi necessari pe…

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Non ho avuto modo di salutare qualcuno che non c’è più. Se ne è andato la mattina del primo Maggio, senza disturbare, in silenzio. Il pomeriggio sarei dovuta andare a trovarlo, ma non ho fatto in tempo. Mi aspettavo che poteva succedere da un momento all’altro, ma spesso, di fronte a certe situazioni preferiamo ingannare noi stessi e così continuiamo ad occuparci delle cose di tutti i giorni tralasciando tutto il resto.
Mi piace pensare che sia andato a fare un lungo pic-nic. Proprio lui che amava avere tanta gente attorno e il buon cibo. Io meno, anzi per nulla e questo adesso mi spiace. Perché non ci saranno più ponti da primo Maggio, né pasquette, né Natali da trascorrere assieme.
Non ho amato l’omelia di quel prete strozzino, né la preghiera dei fedeli dei parenti affranti. Cos’è la luce della misericordia che accoglie? Qual è questa sofferenza che si trasforma in amore? Chi è questo Dio Padre che ci ama e ci richiama a sé? Parole vuote e vane. Volevo dirgli ciao a modo mio. Volev…