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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2012

Bilanci

Perseverare non é diabolico. E' inutile. Perché ci ostiniamo a voler fare cose per le quali non siamo portati e tralasciamo quelle per le quali siamo dotati? Inizio a chiedermelo. Mi dò una settimana di tempo, al massimo quindici giorni e poi, se proprio non cavo un ragno dal buco (e per me sarebbe più facile cavare un geco) butto tutto. Non regalo, non cedo, non rivendo, non presto. Butto. Repulisti totale. Se penso a quanto ho speso avrei potuto fare quel corso specialistico di inglese al quale tengo molto. Avrei comprato una quindicina di profumi costosi, almeno quattro paia di scarpe degne di questo nome e.... se ci penso mi prenderei a botte da sola, due o tre biglietti per l'inghilterra. Non é arrivato il momento di ammettere l'inammissibile? Sono una stupida, inetta, ridicola frana. Vado a punirmi. Mi trancerò le dita delle mani con l'ultimo arnese acquistato.O ingoierò quelle maledette perline che erano così belle da guardare, ma così intrattabili. 

Una dama che profuma di rose

Una passata di acqua alle rose sul viso, un gesto che mi fa sentire tanto diva del cinema e poi dritta sul divano a guardare una di quelle trasmissioni che trattano di omicidi passionali. Che sia Amori Criminali, Un Giorno in pretura o Storie Maledette poco importa. Questo é il mio sabato sera. Potrei trovarmi in un pub, oppure a passeggiare in una città marinara. Potrei essere a casa di amici od ospitare amici a casa, ma per me, in questo periodo, come Cenerentola, a mezzanotte devo fare ritorno a casa e chiudere il mondo fuori. Infatti, adesso, é arrivato il momento. La porta é chiusa, l'aqua di rose é passata e la TV é accesa. Poi arriveranno i sogni. Ieri notte ero in California, la notte prima in un teatro di Londrà. Stasera chissà! Inatanto mi sono preparata. Pigiama fresco di bucato, profumo di rose e ho massaggiato le mani con una crema al burrò di karitè. E' importante avere le mani morbide. Una dama deve essere pronta ad un baciamani improvviso.

So close, but so far

So close, but so far. Sarà perché chi ha un cattivo nome é già mezzo impiccato? Oggi potrei andare avanti a suon di proverbi, ma anche se il proverbio si riferisce alla nomea più che al nome, io mi riferisco al nome di battesimo. Orrendo.  Nomen omen est. Infatti! Dove potrei andare con il nome che porto? Non più lontano dall'uscio di casa. Ma lasciamo perdere. Potrei pure andare all'Inferno, tanto mia zia ne é sicura, perché non metto i santini sulle mensole, non ho il capezzale con la Sacra Famiglia, non ho appeso il Crocifisso in casa, non vado a messa e non sono una fan del Papa.Sinceramente non mi importa di andare all'Infernoe se dovessi andarci, nel caso esistesse, solo per questi motivi, allora me ne importa ancora meno. Periodo strano questo. Tutto molto vicino eppure tutto così lontano. Così faticosamente lontano. Bastoni fra le ruote, impedimenti, apatia, voglia di lasciarsi andare. La mia testa, però, partorisce progetti, é il corpo che non l'asseconda per n…

Right and clear

And now is so clear! Per arrivare alla risposta a volte non bisogna porsi domande, ma fare altro o, come nel mio caso, non fare niente. Grazie a questa pausa malattia ho capito cosa veramente vorrei e quel che vorrei, mi stupisco da sola, é quello che non ho mai desiderato o, almeno, ho sempre detto di non volere. Non dirò cosa. Non voglio che l'omino dispettoso ci metta lo zampino malefico. Fra pochi giorni tornerò al lavoro. Non dovrei e non potrei, ma penso che non capirebbero e non mi va di recitare la parte della malata. So che al mio rientro si acuirà il dolore, tornerò rigida come un baccalà e continuerò a fare finta di niente fino a quando, come il dice il dotto specialista: "il suo corpo non si ribellerà definitivamente e non ci sarà più nessun recupero". Visto come stanno le cose, spero che il mio corpo si ribelli il più tardi possibile e che nel frattempo covi solo vendetta. Quello del quale sono sicura e che non mi sento più in colpa verso coloro che un lavo…

Ahiiiiiii

Sembra che abbia inghiottito un lungo manico di scopa. Irrigidita manco uno stoccafisso dei mari norvegesi. Ho una palpebra gonfia e calata sull'occhio gonfio stile Braccio di Ferro e un mal di testa feroce da ben cinque giorni che non vuole andare via. Sto una meraviglia. Sono stanca di stare seduta sul divano e a non poter fare niente. Non si può dormire, non si può leggere, guardare la TV, pasticciare con le mie creaturine. Niente di niente. Ho deciso di farmi un pò di male e scribacchiare un pò, almeno solo per lamentarmi. Io volevo qualche giorno di vacanza in più, lo volevo durante il carnevale, chissa poi perché! Volevo ritagliarmi uno spazio casalingo e un pò di vita frivola e invece devo restare rintanata in casa senza far niente. Oddìo. E' tremendo. Oziare così é sfiancante. Alla faccia dell'anno nuovo. Se é vero il detto che chi fa una cosa l'ultimo dell'anno la farà per tutto l'anno a venire sono proprio rovinata. Evvabbè. Non reggo più. Mi tira tu…

La legge delle cose

Quando ero una stupida settenne mi sono incapricciata di una telenovelas che mia mamma vedeva nel pomeriggio. Si chiamava Marina ed era la storia di un vedovo che sposava in seconde nozze una bella ragazza di campagna. Questa povera donna doveva vedersela con la governante di casa che le metteva sempre i bastoni fra le ruote e non perdeva occasione per metterla in cattiva luce ed esaltare le doti e la bellezza della defunta Alice. La stanza di Alice era chiusa e nessuno poteva entrarci e c'era un diario che Marina trovò al quale mancavano delle pagine che svelavano il mistero di Alice. L'ultima puntata quella porta si aprì ed io rimasi molto delusa. Mi aspettavo chissà cosa e c'era solo una stanza normale con pesanti tende e un paio di pantofole di seta con pon pon di struzzo di un tenue colore rosa. Lì si rintanava la povera pazza della governante sognando di essere Alice e Alice non era altro che una donna che aveva tradito il marito, avuto una figlia da un amico comune…

Ricomincia il circo

Pensate alle gioie presenti - ognuno ne ha molte - non alle disgrazie passate - tutti ne hanno qualcuna.
Riempite di nuovo il bicchiere con volto radioso e cuore pago.
Mi ci gioco la testa che il vostro sarà un Natale allegro e un anno nuovo felice.
Charles Dickens


Il tempo che fugge

E' doveroso augurare un felice 2012, a molti lo auguro con tutto il mio cuore anche se non ho mai creduto che la fine di un anno sia la fine di un'era e il nuovo anno sia necessariamente l'inizio di qualcosa di bello o di nuovo. E' solo un cambio del numeretto di coda. La vita, se deve cambiare, può farlo in un qualunque giorno feriale, durante un caldo ferragosto o in un'umida giornata di settembre.
Intanto domani inzierò la settimana come ho sempre fatto, farò le stesse cose, mi arrabbierò per i soliti motivi, soffrirò per i medesimi problemi e inseguirò sempre gli stessi sogni.
Un pò come festeggiare i compleanni. Festeggiare il tempo che passa non é una buona idea, a meno che non si sia fatta scorta di belle esperienze. E questo per molti di noi é un lusso.
Comunque, auguri.