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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2014

Parole Sconosciute

Uso da tempo un quaderno nel quale appunto le parole sconosciute. Ne racimolo un po’ e poi parto alla ricerca del loro significato che, però, non appunto. Mi costringo a ricordarlo qualora mi imbatta di nuovo nella parola del mistero. Un vizio che mi porto dietro da piccola. Se non capivo una parola l’appuntavo, la sottolineavo e poi dizionario alla mano svelavo il mistero. Da qui la mia stramba passione per i vocaboli desueti. Pensavo bisognasse leggere tutto il dizionario dalla A alla Zeta, salvo poi interrompermi alla parola Aberrazione che però, poi, ho usato senza parsimonia per un pò. Perché ho sempre amato le parole e se le parole sanno di “speciale” mi fanno ancora più effetto. Ho sempre creduto che il parlare forbito equivalesse ad indossare un vestito di sartoria. E il suo contrario rassomigliasse ad un paio di jeans rattoppati. Così, almeno, mi figuravo da bambina. Fino a quando ho iniziato ad odiare quelle prefazioni pompose scritte per gente pomposa da gente altrettanto p…

Riparto da ME

Mentre in ufficio si fa socializzazione davanti a torte fatte in casa molto buone e un ottimo vinello dolce, io, solo io, me ne sto rintanata in stanza perché non ho parole adatte alla socializzazione tranne: “Ciao, come va?”. Finite le quali ho un blocco note totalmente vuoto da riempire di disegnini nonsense.
Ho iniziato una dieta proteica da meno di due settimane, così, più proteine ingurgito, più ho voglia di torte di mele e crispelle. Si tratterà di un’assurda legge di compensazione. Così, la sera, sbuccio una mela verde, la taglio a quadretti, la ammollo in acqua, cannella e maizena e la infilo nel microonde per cinque minuti. Ecco creato un altro surrogato della mia vita. Una specie di apple pie destrutturata. Detta così suona da food blogger. Nella realtà è tutto molto meno fashion.
Mi sono fatta un regalo: Libri. Ho usato la dedica gratis che il negozio on line offriva e me li sono fatta spedire. Un gesto carino tutto per me. Un regalo alla mia costanza e pazienza, per i miei …

Le famose ultime parole

Si, decisamente le ultime parole famose. Oltre le solite parole da ascoltare. Oltre il solito ascolto del prete, ma senza assoluzione. Oltre i soliti compiti da assolvere da fine settimana. E la settimana è finita un po così, un po troppo così. E dentro è tutto fermo, mentre fuori tutto scorre... E qui fanno un po tutti quello che vogliono. Anche con la scusa di nutrire lo spirito. Ma io non ho voglia di ascoltare, capire, comprendere. Io vorrei pretendere un risarcimento morale, una giustizia giusta, una ricompensa dovuta. Però... Troppi però. E troppa noia e rabbia e stanchezza e amarezza per aver voglia di centellinarli tutti.
Né mi serve avere un avvocato del diavolo o del cavolo. Ciò che mi serve non è. Dato pretenderlo.

Mollare tutto e ricominciare

Oggi è uno strano giorno. La vigilia di un passaggio dell'ero al sarò. Oggi piove e tanto. Tira vento. Un vento da paura. Acqua e vento sono una combinazione letale per casa mia. Però non me ne importa quasi più. Ho messo degli asciugamani davanti alle finestre ed é come se avessi indossato la coperta di Linus. Mi sento, finalmente, fuori da quello che accade. Spettatrice, testimone. Non vittima, né il Paperino della situazione. Anche ieri é stato uno strano giorno. Uno di quei giorni nei quali ti dici che bisogna mollare tutto per ricominciare, ma rimandi al secondo successivo ed i secondi si succedono l'uno dopo l'altro. E tu rimani, ancora, dove sei. Perché non sai ancora da dove ricominciare. E allora ricomincio da qui. Da quello che conosco bene. Comincio dalla mia solitudine. Quindi stasera, nessuna pizza a casa di amici (con questo tempo poi!), nessuna serata prestata al babysitteraggio. Io, lui, il merluzzo lesso e i finocchi croccanti. Che scritta così sembra una co…