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Visualizzazione dei post da Marzo, 2010

Palcoscenici Notturni

Ho sognato di partecipare ad un concorso per Colmi. Il mio era:
Colmo del mancino ravveduto:Un mancino si risveglia e dice. Sogno o son destro?
Applausi dal pubblico. Però non ho vinto il concorso. I miei sogni sono sempre strambi. Questo più della media. Mi piace andare a dormire fantasticando su cosa sognerò. Generalmente ricordo tutto quello che sogno. Sono sempre sogni a colori. C’è sempre una costante nei sogni. Il faro e il mare.
Poi, nei miei sogni, canto. Salgo su un palco e canto. Canzoni rock, aggressive. E non mi vergogno neppure di farlo in presenza di tanta gente. Io non sono stonata, anzi, ma ho pudore di cantare davanti agli altri. Sarò repressa, ma è così. Ascolto tanta gente cantare ignorando se qualcuno ascolta o meno. Io non ci riesco, semmai, quando sono costretta ad intonare un motivetto per descrivere una canzone, mugolo. Come se avessi il mal di pancia.
Oggi è una bella giornata. Cielo blu, nessuna nuvola, sole tiepido. Che noia!
Hanno installato presso le pompe fune…

Voglia di pennichella

Ieri, bella giornata di primavera, ho fatto un giro in auto. Sono stata al mare e poi in centro. Ferma, in fila, in attesa che il traffico snellisse, attraversa la strada il capo dei capi. Praticamente il mio capo. Ha fatto appositamente finta di non vedermi, chissà poi perché visto che ero pure in auto quindi non ci sarebbero stati contatti fisici – da molliccia stretta di mano quale lui è abituato- Mi sono messa ad osservarlo e, a parte la sua solita aria stralunata, per cercare un appiglio che gli permettesse di ignorarmi, si è messo a fissare prima il cielo e poi la vetrina di Compro e Vendo Oro. Non che ci sia molto da guardare in quella vetrina dato che si tratta di un vetro senza nessuna esposizione con questa scritta dorata sopra. Si è dimostrato interessato e l’ha osservata tanto intensamente che oggi, se lo vedrò, quasi, quasi gli chiedo di darmi l’orario di apertura e di chiusura del negozio.
Era davvero patetico, con il filoncino di pane in mano, si aggirava stile anima in …

I sapori perduti

Niente cibo lievitato, più proteine e meno carboidrati. Frutta e verdura preferibilmente cotte?
Bene, io che vivo di solo pane e non torno a casa per pranzo cosa mai dovrei mangiare? Idea! Le gallette di riso. Una meraviglia. Se fai finta di masticare, a parte l’avere la bocca vuota, la sensazione che ti rimane dopo aver deglutito è la stessa. Un gran senso di vuoto. Mangiare e non sentire i sapori è una tristezza. In questa settimana avrò consumato chili di yogurt (che trovo repellente) e chili di gallette. La sera arrivo a casa affamata e al posto di cene luculliane mi trovo la fettina di petto di pollo arrostita che viene sempre secca e più la cuoci e più puzza di pesce marcio.
Vorrei dire allo specialista che mi ha visitata che potrebbe avere un futuro come aguzzino. Magarì starò meglio, ma sarò triste a furia di mangiare paglia. Non sono mica un cavallo.
Proprio adesso, mentre addento una galletta di riso con i betaglucani dell’orzo e scrivo per scaricare la rabbia, non posso fare a…

Delusioni gastronomiche

Mi hanno risposto i fratelli Barilla.
Gent.ma signorina, non se ne fa nulla. Dimentichi le tortine definitivamente.
Le parole erano più gentili, hanno tirato in ballo i sondaggi, ma il succo è quello che ho appena scritto. Ed ora, io, come faccio ad andare avanti senza la speranza di rivedere le mie belle tortine?
Questo non lo trovo giusto. Cercherò di fare una bella apple pie alla facciazza loro.
Oggi è uno di quei giorni nei quali di devono compiere venti azioni contemporaneamente. Sarò ormai anziana, ma il mio fisico non li regge più come una volta. Avrei bisogno di una settimana lavorativa più breve. Quasi, quasi, chiedo il part-time. Tanto non me lo accetterebbero.
Stranamente, mi verrebbe voglia di sonnecchiare come i gatti, raggomitolata sul divano, oziando tutto il giorno. E’ l’effetto della Primavera. Poi mi capita di accendere la TV e vedo tante belle donnine e aitanti ragazzoni che si svegliano dal letto saltellando, fanno la lotta con i cuscini, mangiano biscotti secchi pieni …

Alla ricerca delle Tortine perdute

Rivoglio le tortine del Mulino Bianco, quei dolcetti a forma di apple pie e ripieni di frutta. Da piccola li adoravo. Erano le uniche merendine, assieme ai pandorini che usavo mangiare a colazione e a merenda. Ma perché le cose più buone non le ripropongono più.
Adesso mi propinano quegli orrendi flauti, le camille che non hanno più il sapore delle camille e quei pani rotondi rammolliti con le goccie di cioccolato che se le tieni in mano un po’ più stretti viene fuori un’informe pappetta. Rivoglio le mei tortine e preferibilmente senza variazioni alla ricetta. Grazie.
Ditemi pure che sarò una nostalgica, ma le tortine meritano di ritornare in vita.
Non avrò più sei anni, non ci sarà più Bim Bum Bam, né i compiti del pomeriggio, ma posso comunque ritagliarmi cinque minuti per mangiare una merendina e pensare al passato.
Le tortine per me valgono quanto le maddalene per Proust. Vogliamo pensarci su?
E’ da un po’ che ci penso. E poi mi è venuta questa bella idea. Sto seguendo una dieta che pr…

Tanti pensieri e poche parole

Il mio nuovo motto (non che ne avessi altri prima): Le mie capacità cognitive, in campo lavorativo, saranno rapportate alle mie entrate finanziarie. A breve risulterò completamente idiota.
Qui c’è l’inferno ed io sono una dei pochi che non si affanna. Mi basta già l’asma allergica. Il sole sembra splendere di nuovo, mi mancherà l’inverno. Ora non mi resta che rassegnarmi all’interminabile estate. Cercherò di prendere il lato positivo. C’è più caldo e i muri tinteggiati asciugheranno prima, potrò aprire le imposte e arieggiare il locale, potrò usare meno levapelucchi che passo forsennatamente sui maglioni. Non raccoglierò la cenere del camino, non si formerà vapore durante le mie operazioni di alta cucina. Insomma, morirò dal caldo, ma farò meno fatica.
Mi piacerebbe fare un altro viaggio questa estate, ma credo che sarò costretta a rimandare. Mi piacerebbe visitare la Scozia. Fregati …. Pensavate avrei detto la Bretagna. Ovvio che lì ci devo andare, altrimenti imparare il bretone che se…

Cambio di direzione

E cosa dovrei fare io, povero, piccolo essere di fronte all’assurdità umana? Nulla. Una formica può spostare una montagna?
Ora ho capito il significato della frase: “Prendere le cose con filosofia”. Soffriamo, ci arrabbiamo, restiamo delusi e permettiamo che gli altri ci facciano del male perché pensiamo che tutto sia immutabile. Invece così non é. Ultimamente ho sentito dire di tanta gente che ha lasciato questo mondo e di qualcuno a me un po’ più vicino che si sta preparando a farlo. Mi sono messa al suo posto e ho capito che vivevo pensando di non dover morire mai.
Se capitasse a me, come reagirei? Non so. Difficile essere sicurii di come certe cose possano portati ad agire. Penso che vorrei vivere fino all’ultimo pensando di non dover morire, ma poi non avrei il tempo per mettere ordine dentro i cassetti per poi chiuderli definitivamente. Diciamo che inizierei a rivedere le mie priorità.
Di fronto a questa persona che finge di non sapere che dovrà andare via mi sento piccola. La sua …

Risvegli

Eccoci qua. Ed in barba agli scettici posso affermare che continua il mio stato di grazia.
Ho scelto di non scrivere nulla sul mio blog a causa del libro di racconti di Tabucchi, o meglio, per rispetto verso coloro che, come Tabucchi, SANNO veramente scrivere.
Poi ho pensato che io non dovevo pubblicare nulla e che il mio blog è solo la trasposizione in forma tecnologica della mia coscienza, quindi ho deciso di riprendere.
Per fortuna ho deciso di riprendere, sennò rischiavo di esplodere o fare esplodere il destinatario delle mie considerazioni. Considerazioni che, per mancanza di tempo, conservavo per la domenica mattina.
Sono accadute tante cose che mi hanno portata a spendere tante parole. Non li riprenderò qui, non avrebbe senso. Quindi è come se inizassi un nuovo quaderno. Pagina pulita e attenta a non commettere pasticci per evitare di sciupare tutto.
E’ inziata la privamere, praticamente il conto alla rovescia per la mia dannazione: L’ESTATE.
E’ iniziata la mia allergia. Speriamo sta…

I principi-rospi

Questo mi chiedevo stamattina. Tutti i polli benestanti, i principi azzurri del comune ibleo, sono tutti rospi, o quasi. Non penso sia dovuto alla legge di compensazione. Nasci povero, ma bello. Nasci ricco, ma brutto. Però è così. Brutti o bruttini, viscidi, con sottili capelli untuosi, forforosi, bassi, tarchiati e con i dentoni in fuori. Insomma, una vera schifezza. Chissà cosa pensano le principesse, almeno quelle che i principi-rospi sono riusciti ad accalappiare! I re, invece, pur essendo avanti in età, risultano nettamente migliori dei figli.
Meno imbolsiti, meno viscidi e sicuramente più interessanti. Ma sono zona off-limit. Non perché sposati, ma perché se non vuoi un principe-rospo per marito, figurarsi se lo si desidera in mezzo ai piedi in qualità di figliastro.
Ho l’abitudine di studiare le auto e chi le guida. Spesso mi capita di vedere al volante di belle fuori serie degli omini brutti e scialbi. E l’essersi agghindati con un macchinone bolide non aumenta nemmeno di mezzo…

Un metro e mezzo da terra

Continua il mio stato di grazia, ancora di più oggi. Stavo andando a prendere la mia auto, parcheggiata presso l'ufficio postale. Ho notato, già da lontano, che era lucida e pulita. Ho pensato: "Che bello, un lavaggio a sorpresa, in fondo conviene prestare l'auto", ma più mi avvicinavo e più l'auto sembrava nuova, quasi uscita dal concessionario. Il mio angelo custode mi ha fatto una bella sorpresa. Auto fresca di carrozziere. Sembra nata ieri. Bella, lucida, pulita. Una meraviglia. Mai sorpresa é stata più gradita. La mia Caterina é tornata bellissima, in barba a quei luridi che in questi anni si sono accaniti contro di lei. La mia panterona é tornata nella sua forma splendente. GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE. Se non vi é mai capitato di condividere la quotidianità con un angelo custode, peggio per voi, il mio non ve lo cedo mica. Invece sì, io sto diventando un angelo, mi sono già spuntate le ali. Magari terrò sempre nascosto il forcone sotto la veste, ma se dico che tut…