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Alla fine arriva Walter !!!


Che sorpresa c’era nel mio uovo di Pasqua? Un bel malanno di stagione, tanto perché mi era andata liscia a Natale … Non che avessi in programma gite fuori porta. Volevo stare in ozio, e l’ho fatto, ma un conto è poltrire in santa pace, un altro avere al posto delle tonsille due palline da ping pong e un mal di testa perenne.
Tornata al lavoro, ho trovato tutti gli altri felici e riposati, disturbati solamente dal fatto che ha piovuto e ha tirato vento, io invece, fregandomene altamente del cattivo tempo, anzi essendo stato l’unico elemento positivo delle mie brevi vacanze, mi sento da schifo e domani arriva pure Walter!
Ci tenevo a sentirlo, quindi, se posso permettermi di venire a lavorare mezzo rimbambita posso permettermi di rischiare la polmonite andando in piazza ad ascoltare qualcosa che si presuppone più interessante di quello che mi tocca ascoltare tutti i giorni.
Di santo la mia pasqua non ha avuto nulla. Non ho la predisposizione d’animo per essere buona. Non ho fatto nemmeno gli auguri, a cosa servono se non sono sentiti?
In realtà il mio malumore dipende sempre da una sola causa. Mi sono scocciata di stare seduta qui ad ascoltare i monologhi altrui. Mi sono stancata di mangiare mele e panini gommosi a pranzo e di tornare con il mal di testa la sera.
Di essere una colonna portante alla fine me ne importa ben poco. Si può fare a meno di me, come di chiunque altro. Non si possono avere due pesi e due misure nel valutare, giudicare o premiare le persone. Non trovo giusto mi risulti impossibile prendere in prestito dieci minuti del mio tempo per organizzare le cose da fare senza che uno dei tanti violi il mio spazio o gridi il mio nome per i corridoi nel caso non mi trovi attaccata alla poltrona. Qualcuno dovrebbe ricordargli che anche le persone con i superpoteri come me vanno in bagno, a volte.
Accade, poi, che qualcuno osi mettere fra le mie mani un libro di Bambarén infarcito di saggi consigli su come indirizzare bene la propria vita e il risultato è che mi incavolo ancora di più. Lo chiamano il poeta dell’anima, cosa sarà mai un Buddha peruviano?
Trascrivo: Che fare quando gli altri ci esortano ad accontentarci di quello che siamo e invece una forza interiore ci sprona a inseguire un sogno? Se percorrendo la strada meno battuta ci coglie lo smarrimento, in chi confidare?
Confidate in me, suggerisco di spendere le dodici euro in un bar a bere un bella bomba alcolica, se mai vi coglierà lo smarrimento troverete sicuramente qualcuno disposto ad accompagnarvi a casa. Sempre in balia dell’alcool e solo allora, leggete pure il libro, chissà che non sia questa la giusta chiave di lettura.
Tengo a precisare che non ho bevuto, ho rifiutato di leggere il libro per intero. Ho abbandonato la vecchia abitudine di voler finire lo stesso i libri che non mi piacciono. In fondo si legge per stare bene, per arricchirsi e non per imprecare ad ogni pagina. Se poi volessi leggere qualcosa che mi indichi il giusto cammino allora prenderò in mano il Vangelo. Non sarò una credente da manuale, ma preferisco affidarmi al modello originale. Se ha avuto e continua ad avere successo , un motivo ci sarà.

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