Passa ai contenuti principali

Irrequietezza


Sabato pomeriggio dal parrucchiere. Entra un consigliere dell’opposizione con una proposta trasversale, apolitica, ma in favore delle donne. L’argomento era l’età pensionabile delle donne. La petizione serviva a fare in modo che venga presentata una proposta di legge che permetta di detrarre un anno per ogni figlio alle donne perché si usurano prima. CA-VO-LA-TE. Perché mai le donne devono usurarsi prima? Non è un fatto costituzionale. Il problema dipende dal fatto che è scarsa la collaborazione della metà maschile. E comunque chi svolge un lavoro pesante si usura prima di chi svolge un lavoro impiegatizio sia questo uomo o donna. Mi sono rifiutata di firmare. L’ho detto alla signora che le donne si aiutano trattandole come essere umani e non come esseri in via d’ estinzione. Aiutiamo le donne – mamme, aiutiamo le donne che lavorano fuori e dentro casa, ma in altri modi. Garantiamo asili che funzionino, che permettano di parcheggiare i figli fino a quando non si esce dal lavoro, incentiviamo il part-time (anche se a richiederlo non sia la mamma, ma il papà), ma per carità non metteteci dentro una campana di vetro perché le donne sono capaci di sbrigarsela. Magari insegniamo alle donne che non devono sobbarcarsi tutto perché devono, ma che bisogna condividere anche con il compagno poltrone, cialtrone intento a creare leggi per aiutarle a non usurarsi.Io mi usuro per ben altre cose. E accadrà fino a quando dovrò parlare a gente volutamente sorda e ipocrita che crea il bello e il cattivo tempo a seconda delle convenienze del momento. Dico sempre di essere stanca, ma credo non smetterò mai di lottare contro i mulini a vento. E’ meglio abbattersi, arrabbiarsi, piuttosto che svendersi in nome di etichette che non servono a capire ma solo ad apparire. E l’apparenza a gente come me non inganna mai.

Commenti

Post popolari in questo blog

Benvenuto Ottobre




Sì, lo so che non sono più una bambina. Ma oggi è il primo di Ottobre e quando questo mese arriva non posso fare a meno di pensare alla vigilia di Ognissanti. Vado alla ricerca della zucca perfetta: non troppo ovale, né troppo schiacchiata. Altrimenti è difficile da intagliare e la faccia non verrebbe bene.

Poi ci sono le castagne da cercare. Quelle buone, quelle che vanno arrostite rigorosamente nel camino, anche se dentro casa sembra ancora estate. E poi ci sono le decorazioni e il menu della serata che deve prevedere i melograni. Per finire il dolce: frittelle, crispelle e una torta alla zucca e noci.
Sarà pure una giornata impegnativa, ma io sono felice. Anche se dura poco.Anche se il cibo finisce in fretta e la candela dentro la zucca non regge l’intera serata. Ma va bene così, quando, finito tutto, spengo la luce, la lanterna cacciastreghe proietta la faccia intagliata sul muro e il tremolio della candela le regala un ghigno malevolo. E’ strambo, sarà stupido, ma è divertente.…

Gratitudine

Esercitare la gratitudine non è dire grazie e basta per quello che si ha, ma dire “grazie perché …” solo dopo aver osservato il problema da un’altra prospettiva e avere scovato un aspetto positivo. E spesso questo corrisponde nel formulare un pensiero contrario a quello che di solito viene formulato. La vita è fatta di momenti negativi, positivi e momenti neutri. In genere quest’ultimi sono quelli che precedono l’avvento dei primi due. I tipici momenti nei quali si dovrebbe stare all'erta anche se non servirebbe a niente comunque. L’esercizio di formulare pensieri di gratitudine, naturalmente, è un esercizio che presenta gradi di difficoltà diversi a seconda di chi dovrà svolgerlo. Un’ottimista o un fortunato ringrazierebbero sempre e comunque, senza prendersi la briga di osservare la propria vita da una prospettiva differente. Cosa che sarebbe sbagliata, fra l’altro, ma l’ottimista è una persona che piace a tutti, non ammorba la vita degli altri con i suoi problemi. Sorride semp…
La notte, sogno spesso di essere lasciata sola. Sola fra gente che non conosco e che si diverte. Abbandonata dagli amici, dal compagno, da semplici conoscenti e senza mai un perché. Nel sogno mi sento smarrita. Vedo gli altri che ridono, parlano, vivono. Io provo uno strano senso di angoscia e mi sveglio.
Durante il giorno, invece, cerco i momenti di solitudine come le pepite d'oro nei fiumi ai tempi del far west.
La solitudine peggiore, però, é quando ti senti solo nell'esprimere la confusione che hai dentro. Confusione che diventa rabbia. Rabbia che diventa rancore. Rancore che si trasforma in attesa. Esiste un tempo nel quale capisci che non esisti per rendere felici gli altri. Che il tempo é poco e se non ti fermi per riappropriarti di te stesso verrai mangiato o peggio ancora sbranato. 
Se sopravvivi alla tempesta capisci che nessuno é importante quanto te. E per venire incontro veramente agli altri, bisogna prima passare da se stessi. E quando avrai il coraggio di rispo…