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Anonimo II -

Post da Anonimo:
Carissima, non sono codardo... ho usato lo stesso tuo metodo. Mi pare che sul tuo blog non scrivi .... (e qui anonimo ha messo il mio cognome).
Sono comunque contento di aver provocato una tua reazione... ti ho sentita più grintosa e meno lamentosa nel rispondermi.
Non ti nascondo che spesso condivido i tuoi pensieri, soprattutto quando scrivi di ingiustizie, di colleghi e personaggi della tua città.Ma resta il fatto che non mi piaci, e sai perchè? Perchè sputi sentenze su tutto e tutti con tanta cattiveria. Anche su chi non lo merita, come la tua famiglia e la tua terra. Ricordati che tu ne fai parte, sei figlia loro e non ne sei diversa.


Bravo! Sai chi sono, ma non mi conosci. Per niente. Ed io non sono curiosa di sapere chi sia tu. Il post non lo pubblico, lo riporto qui. Ho deciso di censurare solo una cosa: il mio cognome, perché in questo blog io sono Lighea. Nella vita reale ho di sicuro un nome e un cognome che mi accompagnano da un po’. Non vedo, poi, perché dovrei firmarmi con il cognome e non con il mio nome. Siamo mica a scuola? Dobbiamo fare l’appello? Oppure il tuo è un modo, e ci risiamo, per disprezzarmi, per prendere le distanze da quello che sono e che scrivo? Fa nulla, qualunque sia il motivo.
Io non ti piaccio. Liberissimo di pensarlo e di scriverlo. Vedi? Non ti ho censurato. A me non importa piacere. Citando una canzone di Guccini: Spiacere è il mio piacere. Io amo essere odiato. A questo punto, se vogliamo prendere alla lettera la frase, ho raggiunto il mio scopo. Sono riuscita a non piacere. Dovrei esserne contenta. Ma come manifesta contentezza una pessimista cronica come me? Chissà!
Scrivi che sputo sentenze. Prima, però, mi sciacquo bene la bocca. Io scrivo quello che sento e quello che penso. Se scrivere la “mia” verità è peccato non so proprio cosa dirti. Nella vita di tutti i giorni, dico quello che penso cercando di essere più diplomatica possibile. Per questo ho un blog: scrivo quello che penso e sento senza stare tanto a pensare al registro da tenere. E’ un mio sfogo e quando ci si sfoga la diplomazia non esiste. Ma tu ti arrabbi mai?
Mi condanni perché parlo male dei miei genitori e della mia terra. Oddìo! La famiglia è un argomento spinoso dove, recita un detto, bisogna lavare i panni sporchi. Tu non hai gli argomenti per giudicare quello che scrivo dei miei genitori perché non sei stato tu ad essere cresciuto da loro. Io non li odio, né li disprezzo, ma posseggo elementi per valutarli e sono libera di assegnare voti che, a volte, (dico a volte) vanno sotto la sufficienza. La famiglia non si tocca, è sacra! Questo lo dice un prete o un babbione. La famiglia è composta da persone e le persone sbagliano. Letto mai “Lettera al padre” di Kafka, “Figli e Amanti” di Lawrence?
Ed è arrivato il turno della mia città, la mia terra natale. Io non credo a questo legame. Il carattere, le esperienze, le passioni, ci legano a certi luoghi e lì è la nostra terra. La mia non è quella in cui vivo. Sono solo un numero e la mia assenza o la mia presenza in questo luogo è più che marginale. Questo campanilismo da Libro Cuore non lo capisco. A me piace il colore del cielo prima della tempesta, adoro la pioggia e il freddo. Hai mai visto quanto sono belle le scogliere di Dover? Io lì ci ho lasciato un pezzo di cuore. L’altro l’ho lasciato nelle campagne inglesi. Dopo anni e anni trascorsi a sentirmi un’estranea in casa mia sono riuscita a trovare il mio posto nel mondo. Un luogo che mi calza a pennello. Hai mai indossato certi vestiti nei quali non ti senti a tuo agio? Troppo stretti o troppo larghi o tirano da una parte oppure la stoffa pizzica? Ti è capitato di togliere questi vestiti e indossare qualcosa di comodo che ti riappacifica con il mondo? Bene: il vestito scomodo è la città in cui vivo, l’altro è il luogo dove mi sono sentita veramente a casa. Sarò, allora, libera di riempire l’armadio della mia vita dei vestiti che voglio?
... Hai scritto carissima, ma, come vedi, non ho raccolto la provocazione!

Commenti

  1. Non ti sto condannando ma, visto che scrivi un blog, sai che qualcuno potrebbe leggerlo e dovresti anche sapere che ti esponi ai giudizi o, perlomeno, ai pensieri, di chi ti legge.
    Riprendo...Ho letto le tue risposte, non condivido ma rispetto e resto del mio parere.
    CHIARISCO SOLO UN PUNTO:non ti condanno perchè sputi sentenze, ma per la cattiveria che esprimi verso tutti. Anche verso te stessa.
    Ci risentiamo, forse e se ne avrò tempo e voglia, quando mi farai incavolare nuovamente con le tue ombre sull'anima.

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